GITA O VIAGGIO? – RASSEGNA LETTERARIA

I Viaggi di RiPiaNibbi dal 1977 a oggi

La vita dell’uomo è come un lungo tracciato sul filo del tempo, l’incessante viaggio di un pellegrino alla continua ricerca di una meta, di un luogo in cui sostare, trovare riposo, pace. “La vita fugge e non s’arresta un’ora, e la morte vien dietro a gran giornate”, dice il Petrarca. La vita è un viaggio veloce, rapido, che non conosce soste, interruzioni. Il viaggio è una delle metafore più dense e pregnanti della vita umana. Viaggio fisico da un luogo a un altro, ma anche (e soprattutto) viaggio rivolto alla conoscenza di se stessi e della propria coscienza. L’uomo può conoscere il mondo che lo circonda solo se conosce se stesso. Ricerca mai compiuta. Compito sterminato.

 

La meta è spesso rappresentata dal simbolo della festa, in cui c’e un banchetto da condividere.
Si mangia insieme nella gioia di una comunità. Raggiungere la meta significa condividere.

 

il simbolo del viaggio attraversa tempi, culture, spazi, sino a raggiungere il nostro presente quando diventa manifesto programmatico della “beat generation”. Come dimenticare l’On the road di Jack Kerouac per il quale “la strada è la vita”. Viaggio del nomade, del pellegrino … viaggio virtuale telematico in cui tutto può diventare luogo di esplorazione di un impensato mondo tanto artificiale quanto improbabile, eppure affascinante e seducente. Mondo di ambigue e fugaci rappresentazioni.

Come dimenticare il Leopardi, quando canta i suoi “interminati spazi” e “sovrumani silenzi”?  “El naufragar m’e dolce in questo mare”. Si tratta di un viaggio compiuto nel mare dell’infinito, ben diverso da quello vissuto da Robinson Crusoe. L’eroe si affida alla legge del mare, sfidando i limiti ai quali era costretto dai confini di un’isola sperduta. Viaggio per resistere all’angoscia, allo scoraggiamento, giungendo all’organizzazione di una vita che appare come metafora della nascita della modernità, di una civiltà in continua evoluzione.

Sassi di Matera 2005

Sassi di Matera 2005

 

 

 

 

 

 

 

Nel mondo contemporaneo, il viaggio è spesso esaltato come espressione di libertà e di fuga dalla costrizione della noia e dalle consuetudini della vita quotidiana. Il viaggio si fa allora semplice tour concepito come svago, come un girovagare senza meta. Come piacevole accumulo di esperienze. Viaggio come sorgente di piacere, di tregua dalle difficoltà del quotidiano.

I1viaggio della vita inizia nel momento stesso in cui l’uomo esce dal grembo materno e assume il carattere di una ricerca rivolta alla conoscenza di sé. L’Ulisse di Joyce scopre che noi “camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladri, spiriti, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, cugini. Ma sempre incontriamo noi stessi”. L’Ulisse di Joyce è dunque un eroe viaggiatore, in continua peregrinazione.

Sicilia (Etna) 79

Sicilia (Etna) 79

 

 

 

 

 

 

 

Tuttavia, con chi compiamo questo viaggio? Il viaggio può essere compiuto da soli, come Narciso che compie la propria ricerca solo con se stesso, meglio, con la propria immagine. Narciso si innamora della propria immagine riflessa sull’acqua, chiudendosi a ogni rapporto con l’esterno. Ma Narciso non ama se stesso, quanto piuttosto la propria immagine.

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La ricerca di se stessi attraverso se stessi conduce alla sterilità, all’isolamento, alla morte.
Questo viaggio assume un significato reale solo se vissuto in compagnia di un altro, di un tu col quale dialogare, incontrarsi, confrontarsi.    – Il Viaggio è Cultura

Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.
(Agostino d’Ippona)

By | 2017-08-09T14:06:43+00:00 martedì, 24 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments

Sciafè…SIETE TUTTI INVITATI

« Il dialetto è come i nostri sogni, qualcosa di remoto e di rivelatore;
il dialetto è la testimonianza più viva della nostra storia,
è l’espressione della fantasi
a. »

C’è qualcuno in mezzo a noi, popolo di RiPiaNibbi, che cerca di dare forma alle ombre e ritmo e musica alla forma; che raccoglie ricordi della nostra Lingua più autentica, di un modo di comunicare schietto, allegro ed ironico.

L’intento è: cercare di avvicinare e rendere compatibile la dimensione parlata, dei vari dialetti, a quella scritta, ad una forma scritta altrettanto espressiva come quella parlata. La ricerca di termini (Puri!) propri dell’interland della Provincia di Chieti (Area Sangro/Aventino), termini che vanno scomparendo a causa dei mutamenti sociali, etno-antropologico ed economico-lavoristico delle originarie popolazioni del territorio di riferimento;

Conservare e rivalutare, attraverso i Dialetti, la ricchezza delle diversità culturali che esprimono l’Identità più vera delle genti e del loro rapporto con il territorio che abitano;

Contrastare, per quanto possibile, l’omologazione globalizzante che ci spinge verso il pensiero unico e una lingua unica (come forma espressiva).

Il Dialetto, nella versione poetica, inteso come Arte di provocare  un pensiero critico, per non farci espropriare l’integrità originaria della nostra cultura popolare, che si esprime attraverso i propri Idiomi.

L’Autore

è lieto di invitarvi

e

onorato della vostra presenza

 

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«Non c’è nulla di più elevato, di più forte, e di più utile nella vita che un bel ricordo, specialmente se è un ricordo dell’infanzia, della casa paterna… Se un uomo riesce a raccogliere questi ricordi per portarli con sé nella vita, egli è salvo per sempre. E anche se uno solo di questi ricordi rimane con noi, quello solo può essere un giorno la nostra salvezza»

 

[Fedor Dostoevskij]

«Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà»

[P. Pasolini]

By | 2017-08-09T14:06:43+00:00 sabato, 21 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments

IL GRUPPO

Foto di Gruppo (generazione del dopoguerra “I Padri”) … per solidarietà, sul lavoro –

 

Foto di Gruppo (generazione del…dopo “I Figli”) per divertimento, sullo spasso –

Foto di Gruppo (generazione del…dopo “I Figli dei Figli”) per divertimento, sullo spasso –

 

“L’Unione fè la Forze e lu Divertimende”

“Aijute fra aijute, se fè la ‘mmasciate pazzijenne pazzijenne, come se sctesse a fè fescte!”

 

By | 2015-11-15T23:27:09+00:00 domenica, 15 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments

LO SPAZIO SOCIALE

Quando lo spazio c’era…e si faceva quello che si faceva, era solo una questione di “Volere”;

ora, che abbondiamo…di spazi virtuali;

ora, che al nostro vivere sociale mancano, appropriati, spazi reali;

ora, che vogliamo fare tante cose, anche nel periodo (più lungo) invernale, grandi locali non abbiamo.

Allora!.. dove rappresenteremo “La Mascarata”?.. dove faremo “Il Carnevale”?

Discutiamone qua, commentate, rispondete; facciamoci venire un’idea e… Scrivete, scrivete, scrivete a:  info@ripianibbi.com                                                                                                                                                                           che apriamo un Forum di discussione sulla prima pagina.

Detto questo, condividete se vi piace! altrimenti andate oltre e non vi curate.                                                                          Gustatevi, ora, foto di Carnevali spaziosi e spassosi dell’anno 2005.

 

By | 2015-11-09T21:39:30+00:00 lunedì, 9 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments

OLTRE LA FOTO…

Metafora del Viaggio di una vita:

” Oltre la foto…la Presenza del ricordo: di una tavola imbandita, di un viaggio in moto. Altre immagini sbiadite, qualcuna non riempita in attesa di un amico, l’amore nella vita”

sorpassati dalle bici

Campotosto-Amatrice

<< La nostra vita non è dietro a noi, nè avanti, nè adesso, è d’entro >> 

[ Jaques Prévert ]

 

By | 2017-08-09T14:06:43+00:00 giovedì, 5 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments

FESTA SAN MARTINO 2015

“Cornuti all’appello!” torna la consueta cena in occasione di S.Martino, presso il Circolo Libertas Mecoledì 11 Novembre 2015.

San Martino uno dei Santi venerato fin dal medioevo, a lui sono legate usanze, proverbi, riti e tradizioni gastronomiche…”Se’bbèv lu vin nove!” – “San Martine, ugne’mmoscte devende vine” – San Martine, San Martine, tutta la notte bìve lu vine…ca la matina può vedè!.. lu lumine!”

 

Se’venete a Pianibbie, se megne e beve a lu Circule…addò le case scté tutte avvecine!

Manifesto Festa S.Martino 2015

Manifesto Festa S.Martino 2015

Prenotazioni entro e non oltre il 09/11/2015:

360 672 808
392 609 2885

 

By | 2017-08-09T14:06:43+00:00 martedì, 3 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments

OLIVE OLEUM

L’olio di oliva ha origini antichissime, infatti è stato utilizzato dai tempi della Bibbia come alimento, combustibile e come merce di scambio molto valutato. Oggi l’olio di oliva è ancora definito una degli olii migliori sul mercato per le sue proprietà salutistiche e il suo gusto inconfondibile.
Potremmo farne una Parabola, una Metafora esistenziale; potremmo declinarlo in tutte le forme antropologiche (socio-culturale e religioso). L’olio è uno dei componenti, della gastronomia e della vita stessa, più pervasivo ed esaltante. L’olio è la Base, è il Legante…è l’Amore. Insieme al pane(la sostanza), il vino (la fantasia)…ci può essere sostanza e fantasia senza quell’inponderabile, ma più usato, elemento qual’è l’Olio?
Possiamo fare un parallelo cinematografico:”Pane, Amore e Fantasia”; dove il pane è la sostanza, il vino è l’ebrezza…la fantasia e, l’olio ciò che lega il tutto…è l’amore e la passione.
L’olio permette di realizzare e sviluppare la cultura enogastronomica, perchè è l’aggregante principe di tutti i componenti. Da solo, con pane e vino, crea l’essenza delle civiltà enogastronomiche delle Genti, di un Popolo che è possibile leggere e capire attraverso quello che mangia e che beve.
La produzione dell’olio (principalmente per uso personale) rimane, forse, l’ultimo baluardo di attività agricola, di una realtà micro-contadina destinata a scomparire nei confronti della grande produzione e commercializzazione di massa dei prodotti.
E a noi non è dato altro, non rimane che seguirne le fasi di creazione, (dalla raccolta alla molitura, attraverso tutti quelli che, ancora, lo coltivano, lo raccolgono e lo estraggono dal frutto) per mezzo del suggestivo Reportage fotografico, realizzato dalla nostra più disponibile e valida collaboratrice “Itala Balbi”

POESIA (dedicata all’olivo e all’olio)

L’amore era una lettera trovata
nel tronco di un olivo; l’amicizia
il capello spaccato in due, soffiato
nel vento; e la morte
il dente che si serba per il giorno
del Giudizio.

[Vittorio Bodini]

“Olio, aceto, pepe e sale, fan saporito pure uno stivale.”

 

By | 2017-08-09T14:06:43+00:00 lunedì, 2 novembre, 2015|Uncategorized|0 Comments