Camenè a la ‘ppéte

IL DIALOGO CHE SALVA IL MONDO

Vecchi sentieri non sono solo degli storici percorsi di collegamento tra gli sparsi agglomerati rurali e il Paese di Casoli. I sentieri, che tracciano le vie più brevi e praticabili, attraversano e seguono peculiari formazioni geomorfologiche del territorio, in piena sostenibilità ambientale. Essi sono come affluenti che confluiscono in uno stesso fiume all’ingresso del paese (“letto di un fiume” che scorre a valle), ricco di biodiversità: artigianale, commerciale, istituzionale, culturale, sociale. Proviamo ad immaginare, quindi, tutti i contadini o popolazioni che abitavano le campagne a valle, assimilati a salmoni che risalgono i fiumi/sentieri per deporre le uova su al paese, per poi ridiscendere giù. Ora, al giorno d’oggi, con l’antropizzazione stradale e urbanistica e i rapidi spostamenti, si è perso, insieme alla memoria di una biodiversità ambientale, anche l’ecologia umana e sociale. Ripercorrere uno di questi “sentieri”, oltre al piacere di camminare (magari e spesso in compagnia), può servire a riacquistare la consapevolezza dell’importante funzionalità della diversità biologica: “differenziazione tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali; la coesistenza di uno stesso ecosistema di diverse specie animali/umane e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni”. Riuscire, anche solo a pensare, attraverso l’evoluzione di un modello, di perseguire un’ecologia umana avvalendosi sia dell’analisi religiosa quanto di quella scientifica, può assumere una valenza antropologica di salvaguardia della nostra specie (avviata verso una lenta ma inesorabile disgregazione ed estinzione). Condensando il tutto in una metafora: “Il Dialogo che salva il mondo”.

By | 2017-06-28T08:11:05+00:00 mercoledì, 21 giugno, 2017|Uncategorized|0 Comments