LE SALUTE A CASULE 2017

“Chi macìne se ‘nfarine”

Tra allegorico ed enogastronomico, ogni anno a Casoli, si rinnova la tradizionale sfilata dei donativi propiziatori ai Santi patroni S. Gilberto e S. Reparata.

L’allegoria, è quella di rappresentare (su un carro itinerante per le vie del paese) momenti di vita contadina, attraverso Arti e Mestieri che ora non esistono più, soppiantati dai rapidi sviluppi tecnologici della meccanizzazione agricola.

Il folclore gastronomico, è rappresentato anch’esso su un carro itinerante, con l’esposizione dei prodotti più tipici del territorio.

Quest’anno, capitato di domenica, hanno partecipato numerosissimi all’evento. I carri sono stati tutti belli, ricchi e significativi, ognuno nella sua particolarità. Ne descriviamo uno per tutti, quello dei carri di RiPiaNibbi (contrade di: Ripitella, Pianibbie, Piana Carlino, Verratti): quello che trasportava i prodotti gastronomici (dolci, rustici e porchetta) aveva un seguito di donne in costume d’epoca, con “fascette di ceppe” sulla testa, a rappresentare la raccolta di legna per scaldarsi al camino d’inverno; quello allegorico, invece, rappresentava il ciclo di separazione del grano da altre sementi selvatiche (perché prima non cerano diserbanti antinfestanti), ma si usava lo “Svecciatoio”, un particolare tamburo rotante con manovella, azionato a mano. Operazione, questa, di fondamentale preparazione del grano ad una selezionata macinatura al mulino, per ottenere una farina di qualità. Il carro era seguito dal solito manipolo di giovani, simpatici e chiassosi buontemponi che, suonando e cantando in costume d’epoca, mangiavano e bevevano proprio come quando si faticava davvero. La metafora che possiamo trarre da tutto ciò, è proprio quella di “Chi macìne se ‘nfarine”, e cioè: chi fa qualcosa di utile, si deve sporcare per portare qualcosa da mangiare a casa, insomma, fare il lavoro “sporco” e faticoso. All’insegna, pertanto, del nuovo, dei giovani, come quelli di AmiCasoli, che si sono sobbarcati con entusiasmo l’onere di organizzare le feste, compatti ed uniti; ma anche di tutti gli altri giovani che si sono adoperati a preparare i carri e a partecipare alla sfilata. Certo, anche gli anziani hanno fatto la loro parte, ma si sa “c’è quello che può fare il vecchio e quello che può fare il giovane”. È il giovani infatti che fa la differenza, che apporta maggior entusiasmo e carica organizzativa, a che tutto si realizzi al meglio. Così facendo onora la memoria dell’anziano che, allo stesso tempo, può ricordare e accompagnare il rinnovamento dei giovani.

Ma non dobbiamo mai dimenticare di considerare chi fa informazione e reportage urbano, come “casoli.org” e “ripianibbi.com” che, con passione e spirito di abnegazione, testimoniano con foto e filmati ogni avvenimento nel Paese; lavorano in solitaria dietro le quinte, con metodo e certosina pazienza selezionano tutto il materiale, per renderlo disponibile alla fruizione visiva di chiunque in rete, a livello mondiale; spesso non ricevono nessun riconoscimento morale.

TRAMÈNNE

Chende e balle piccirì

ca lu monne passe e vè,

pienze e warde zì zì

quisse è le fije che te fè sendì!

arcuerde e ride Tatè

sà saltarelle te fè ‘rjì ‘nquatralenze.

Giuvene e anziéne, preparemece a sta ninna nènne,

de tutte le tiembe quelle chiù belle!

 

  

 

By | 2017-10-22T22:31:41+00:00 domenica, 22 ottobre, 2017|Uncategorized|0 Comments