Cultura e tradizioni 2017-08-09T14:06:41+00:00

La Contrada si è distinta in passato, ma rimane tuttora nel suo potenziale, per una particolare propensione alla rappresentazione teatrale popolare (in forme itineranti sul territorio), in occasione della celebrazione delle “Maschere carnevalesche” nel mese di febbraio. Iniziativa originale, rilevato anche a livello comparativo, nei confronti di altre similari manifestazioni effettuati su tutto il territorio del comune di Casoli.

Una tipologia rappresentativa, delle “Maschere”, adattata a fatti di vissuti e di storia locale; recitata in prosa dialettale e “Romanzata” (l’interpretazione viene più volte interpunta da spiegazioni in lingua nazionale). Attività ultimamente in disuso, ma daltronde, c’è da dire, negli anni si è svolta sempre in modo discontinuo, a parte la fase delle prime edizioni, che è riuscita a mantenere una buona continuità (fino a circa 10 rappresentazioni consecutive).
Non esistono associazioni socio/culturali stabili. Le uniche forme di associazionismo, che possano indicare il grado di partecipazione cittadina, alle attività di carattere sociale, e/o artistico/culturale, sono quelle che si vanno di volta in volta formando, in occasione delle festività pagano/religiose (14 maggio e 8 settembre), e ogni qualvolta occorra un comitato per la promozione o realizzazione di opere (reputate necessarie dalla comunità religiosa) o altre attività di varia natura.
La chiesa parrocchiale, oltre a M. SS. Ausiliatrice (cui è intitolata e festeggiata il 14 maggio), l’8 settembre festeggia anche S. Antonio.
Nella comunità sono presenti n. 2 croci missionarie (una in località Ripitella e l’altra in Pianibbie), e la particolarità vuole che: le processioni in onore della Madonna e del Santo tocchino entrambe le croci, poste in posizione opposte a quella della chiesa; la commemorazione in onore dei caduti in guerra (lapide posta sulla facciata esterna, di ingresso alla chiesa), che si effettua in occasione delle festività del 14 maggio, venga effettuata in anni alterni, ora da una croce (suddetta) ora dall’altra.
Può vantare il possesso di una nuova piazza, realizzata dall’amministrazione comunale. Più che una semplice piazza, è stata strutturata come vero e proprio spazio polivalente (con annesso parcheggio), per lo svolgimento di attività varie, che: esaltino i momenti di aggregazione; rinsaldino la condivisione di una cultura locale, che si esprime attraverso tradizionali manifestazioni; amplino il concetto di partecipazione sociale. In passato, dagli anni ’90 (era solo un campo di calcio a 5) a tutt’oggi è stato teatro di memorabili tornei di calcetto: sia interni (di rione) che aperti all’esterno
(di vari Paesi limitrofi e non).

In questo periodo la tradizione dei tornei svolti in quest’area, assume fama e appetibilità partecipativa di notevole proporzione, sia nel numero di compagini che si
iscrivevano che di sponsorizzazioni che ricevevano. Una piccola arena, ora. ove poter concorrere, sviluppando iniziative singole e associate, e superando gli egoistici e soffocati individualismi.
Un’opportunità, finalmente (se colta nel modo migliore), per elevare il benessere Artistico e Culturale della comunità. La recente storia degli ultimi 2 o 3 decenni, infatti, ha dimostrato che: la ricerca del semplice benessere economico ha portato, paradossalmente, ad un involuzione.

La contrada si è vista retrocedere, non solo ai livelli di sicurezza e d autonomia ma, anche culturalmente; ha trascurato gli aspetti comunicativi e interazionali, trovandosi a fare i conti con problemi di aspettative deluse.
In questo Spazio, “magico” per la ripresa, si dovrebbe dare vita (durante tutto l’arco dell’anno) a manifestazioni artistiche che riescano a collegarsi a quelle delle altre realtà limitrofe e con quelle del Paese.

LEGGENDE E RACCONTI POPOLARI

Circolano voci, tra gli abitanti di Pianibbie, tramandate di generazione in generazione, circa l’esistenza di un cimitero e di un probabile villaggio antico che potrebbe risalire al quinto secolo d.c. (dopo la caduta dell’impero romano coincidente con le lotte tra i vari popoli e che porta in Italia l’invasione dei longobardi); oppure, anche, all’epoca dei “Popoli italici” (culture Regionali che si sono sovrapposte alle antiche civiltà Latine presenti sul teritorio), pre-civiltà romana, delle popolazioni Peligne o dei Paleni.
In realtà, nei pressi di una collinetta che sovrasta Pianibbie nel versante che guarda verso S. Eusanio, sono stati ritrovati (e a tutt’oggi ogni tanto tornano su) resti di ossa, vasi e generi di costruzioni, dovuto all’opera di lavorazione dei campi, in special modo quella effettuata con l’aratro.

Su questa armoniosa collinetta si erge, solitario, una quercia dalla folta chioma
rotondeggiante. Esistono testimonianze, di abitanti del posto, che negli anni ’70 sono venuti funzionari/tecnici (presumibilmente dei Beni archeologici o di qualche associazione privata) che hanno chiesto informazioni, e (censito!) riportato su una mappa questa località, qui conosciuta con il nome di “Colle Meroni”.
La leggenda che si è formata, a causa dell’emersione di questi resti e sulla possibilità che sotto questa collinetta potesse risiedere un tesoro, è alimentata dal fatto che: nessuno si è ancora, per paura, cimentato a scavare per trovare il tesoro, perchè, annidato e ben nascosto tra i rami e le foglie della quercia, un serpente d’oro vigila a guardia e protezione del cimitero.

Chiunque profanasse, quindi, con degli scavi il “segreto della collina”, sarebbe morso dal serpente. Un morso con il potere di far scomparire sotto terra il malcapitato usurpatore, e di trasportarlo all’epoca originaria del tesoro che vuole depredare (cimitero-villaggio di una misteriosa ed antica comunità locale).