Il Nibbio 2017-08-09T14:06:41+00:00

IL NIBBIO

Gli ornitologi della Stazione Ornitologica Abruzzese e del WWF contano 106 esemplari svernanti di questo raro rapace. Il Nibbio reale. estremamente raro in Italia e in Europa, è presente in Abruzzo con un nucleo riproduttivo concentrato soprattutto in provincia di Chieti.   NIBBIO

Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese “abbiamo contato 106 esemplari di questo splendido rapace distribuiti in 4 dormitori comuni, tutti in provincia di Chieti. Un dormitorio si trova tra l’Aventino e il Sangro mentre gli altri tre si trovano tra il Sangro e il Treste sui monti Frentani. Si tratta di un numero minimo perchè potrebbero essere presenti alcuni dormitori non ancora scoperti. Per questo motivo il censimento verrà ripetuto. I Monti Frentani sono stati individuati come Important Bird Areas a livello europeo soprattutto per la presenza di questa specie. Gli organismi pubblici hanno l’obbligo di monitorare questa specie e di preservarne le aree dove la specie si riproduce e sverna.”

 

 NIBBIO 2PESCARA. Sono 106 gli esemplari di Nibbio reale che svernano in Abruzzo. Si tratta di un rapace estremamente raro presente in Abruzzo con un nucleo riproduttivo concentrato soprattutto nel Chietino. Il censimento è stato fatto dagli ornitologi della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, in collaborazione col Wwf Abruzzo.

La ricerca è effettuata con conteggi realizzati all’imbrunire presso i dormitori comuni utilizzati dalla specie che soprattutto nel periodo invernale è gregaria. I nibbi a partire dalle 14 iniziano a spostarsi dalle aree di caccia verso siti particolari, di solito gruppi di grandi querce, dove si concentrano anche decine di esemplari.  Spiega  Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese «Lo scorso fine-settimana abbiamo contato 106 esemplari di questo splendido rapace distribuiti in 4 dormitori comuni, tutti in provincia di Chieti. Un dormitorio si trova tra l’Aventino e il Sangro mentre gli altri tre si trovano tra il Sangro e il Treste sui monti Frentani. Si tratta di un numero minimo perchè potrebbero essere presenti alcuni dormitori non ancora scoperti. Per questo motivo il censimento verrà ripetuto anche agli inizi di Gennaio. In ogni caso l’ordine di grandezza è quello che avevamo accertato in ricerche svolte negli anni passati e che la Stazione Ornitologica Abruzzese ha appena presentato al Convegno Italiano di Ornitologia».  Il Nibbio reale è una specie particolarmente tutelata a livello comunitario minacciata da impianti eolici (molti esemplari sbattono alle pale e muoiono, recentemente in Molise ne sono stati trovati tre), da bracconaggio, da bocconi avvelenati, in considerazione delle abitudini necrofaghe, e anche da avvelenamento da piombo. Infatti questa specie può nutrirsi di carcasse di animali uccisi da cacciatori con munizioni di piombo, ingerendo quantità anche letali».

Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus NIBBIO3

c/o Museo De Leone – Riserva naturale Regionale Lago di Penne

C.da Collalto 1 65017 Penne (PE)

SEDE OPERATIVA: Via A. De Nino 3, 65100 Pescara

  1. F. 93022850692

WEB: http://www.soabruzzo.it

PIANODI GESTIONE DEL S.I.C.

“GOLE DI PENNADOMO E TORRICELLA PELIGNA”

Relazione ornitologica

A cura di: Augusto De Sanctis, Antonio Di Renzo, Federico Artizzu. Pescara, 28/03/2014

INTRODUZIONE

Il S.I.C. “Gole di Pennadomo e Torricella Peligna” è all’interno dell’Important Bird Area “Majella, Monti Pizzi e Monti Frentani” (I.B.A. 115) estesa dalla Majella fino al limite meridionale della regione. Questo riferimento è importante per sottolineare l’importanza di considerare la scala di area vasta come quella di riferimento per considerare le minacce e le misure di tutela relative ad alcune specie inserite nel formulario.

La conservazione di specie come Lanario, Falco pellegrino, Nibbio reale, Averla piccola non può essere certo relegata a porzioni di territorio così piccole e deve tenere presente la metapopolazione di riferimento. Senza questo approccio la tutela delle specie sopra elencate esclusivamente all’interno del S.I.C., vasto poche centinaia di ettari, sarebbe quasi inutile risentendo dell’impatto delle minacce e delle pressioni antropiche che continuerebbero a esercitarsi nelle aree esterne al S.I.C. che però sostengono le meta-popolazioni delle specie oggetto dello studio. In poche parole, per la conservazione del Falco pellegrino o del Nibbio reale non è possibile concentrarsi sull’unica coppia che si riproduce nel S.I.C. ma è indispensabile garantire l’idoneità ambientale su vaste aree.

Pertanto l’analisi terrà conto dei risultati degli studi condotti dall’associazione scrivente in un contesto più ampio e, di conseguenza, le misure saranno estese anche ad aree esterne al S.I.C. ma importanti per le specie oggetto di indagine, soprattutto per quanto riguarda i rapaci.

In particolare è riportata integralmente la relazione predisposta dalla S.O.A. sulla consistenza del Nibbio reale in provincia di Chieti che riteniamo debba essere elemento conoscitivo di base per una gestione coerente ed integrata della specie in Abruzzo.

 

APPROFONDIMENTO SUL NIBBIO REALE IN PROVINCIA DI CHIETI

Il Nibbio reale (Milvus milvus) è una specie particolarmente protetta a livello comunitario essendo inserita nell’Allegato I della Direttiva 1979/409/CE (ora 2009/147/CE).

Inoltre è inserita nell’Allegato II della Convenzione di Bonn sulle specie migratrici.

Per quanto riguarda lo status di conservazione attualmente è inclusa nella categoria “Near Threatened“ dell’IUCN a causa del declino di diverse popolazioni europee (più del 30% in tre generazioni).

Il Nibbio reale è endemico del Paleartico occidentale con il 95% della popolazione concentrata in Europa.

Si ritiene che nel continente europeo vi siano tra 20.000 e 26.000 coppie nidificanti anche se in molti paesi, Italia compresa, non esistono programmi di monitoraggio delle coppie nidificanti.

In considerazione del suo status di conservazione precario la Commissione Europea ha elaborato un Action Plan per la specie (Knot et al 2009) scaricabile dal sito della Commissione Europea:

(http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/action_plans/per_species_en.htm).

 

Svernamento

Ricercatori francesi hanno lanciato nel gennaio 2011 un primo censimento europeo del Nibbio reale con conteggi contemporanei ai dormitori. La S.O.A. ha aderito ma, per ragioni organizzative, il censimento 2011 non è risultato esaustivo. A novembre 2001 il Centro Italiano Studi Ornitologici ha quindi organizzato un coordinamento a scala nazionale individuando in ogni regione un coordinatore e chiedendo di svolgere un primo monitoraggio di prova nel finesettimana del 9-11 dicembre propedeutico al censimento europeo fissato per il 6-8 gennaio 2012.

In Abruzzo l’iniziativa è stata pubblicizzata in mailing list specializzate e sui social-network delle organizzazioni (a scala nazionale il censimento è stato pubblicizzato sulla piattaforma www.ornitho.it).

L’attività è consistita nel monitorare in contemporanea all’imbrunire i dormitori conosciuti di Nibbio reale in Abruzzo, tutti concentrati in provincia di Chieti. Prima delle date fissate sono state effettuate alcune uscite per individuare alcuni dormitori di cui non si conosceva l’esatta localizzazione.

In Abruzzo, oltre alla presenza presso i dormitori, è stata assicurata una copertura del resto del territorio potenzialmente idoneo, suddiviso in sub-aree di 30-40 km, al fine di escludere la presenza di altri dormitori.

Anche se il conteggio poteva essere svolto in giorni diversi, in considerazione della disponibilità di un numero adeguato di volontari, si è preferito svolgere almeno un conteggio nello stesso giorno presso tutti i dormitori (in alcuni casi lo stesso dormitorio è stato quindi monitorato per 2-3 giorni di seguito, anche per raccogliere informazioni circa la fluttuazione del numero di individui nel corso dell’inverno). Inoltre sono stati considerati anche i dati di altri rilevatori inseriti negli stessi giorni nella banca dati della piattaforma www.ornitho.it

Risulta quindi urgente che la Regione Abruzzo e il Ministero dell’Ambiente trasformino la porzione dell’I.B.A. dei Monti Frentani in Zona di Protezione Speciale, adeguando leggermente i confini per migliorare il grado di protezione da accordare ad alcuni dei dormitori segnalati. In alcuni casi è altresì auspicabile che anche i confini di alcuni SIC siano modificati per ricomprendere le aree di dormitorio e pre-dormitorio