Home 2017-08-09T14:06:41+00:00

PERCHE’ QUESTO BLOG?

  1. Intercettare e interfacciare le attività, sui Social e nella vita reale, avvicinarle e farle dialogare;
  2. Sviluppare un processo di comunicazione trasversale, che si alimenti di contenuti partecipati, e produca azione intellettuale e relazionale;
  3. Realizzare progetti ed eventi di promozione culturale, al fine di accrescere e diffondere il benessere sociale, nella comunità di RiPiaNibbi, per esempio:

di portare avanti progetti di solidarietà sociale, di stimolare la partecipazione alla cosa pubblica, di rivalutare e salvaguardare la propria identità rurale e contadina, anche attraverso la sua capacità e forza di espressività gergale ed idiomatica.

attivare un Forum di discussione sulle tematiche di interesse più condivise; cercare di rivitalizzare l’entusiasmo, la convivialità e il carattere festoso che, per eredità generazionale, contraddistingue da sempre questa comunità,  e lo trasmette  in ogni manifestazione sociale o eventi ricreativo, sportivo e culturale cui partecipa.

Partendo dal presupposto che la cultura e la lettura sono indispensabili per la crescita civile di una popolazione, capaci di favorire un maggior senso civico ed il rispetto nei confronti dell’altro, ci proponiamo di organizzare costantemente campagne sociali che possano vivere sui diversi canali d’informazione. Iniziative ed attività capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di strettissima attualità. Focalizzeremo l’attenzione sulla valorizzazione e la tutela del patrimonio artistico e la salvaguardia dei beni paesaggistici, potendo contare sul sostegno da parte delle Istituzioni, dei protagonisti del mondo dell’editoria e della gente comune.

Particolare attenzione sarà volta nei confronti di tutte quelle attività ed iniziative che possono favorire e promuovere la lettura e la formazione di un’opinione critica, vere e proprie fondamenta sulle quali si basa la civiltà e la crescita di un popolo.

NON LASCIARE CHE IL TEMPO SCORRA PER NULLA … DISCUTIAMONE… QUI

CALCIO BALILLA METAFORA DELLA VITA

Calcio Balilla: Metafora della Vita

Concentrati sulla pallina: gioia quando siamo noi a buttarla dentro, sollievo quando ci va da sola; se vinciamo vogliamo mantenere il vantaggio, se perdiamo stringiamo i denti per recuperare, se in parità ce la giochiamo tutta sull’unica rimasta, ultima opportunità di vittoria.

Se sostituiamo la vita al biliardino, in un ristretto spazio temporale, ci giochiamo in una partita tutte le dinamiche esistenziali e, vittoriosi o perdenti, non vediamo l’ora che l’incontro finisca, per quanto forte e snervante la tensione. Perché allora è così paurosa la fine? Forse perché la partita della vita non è giocata con la stessa intensità emotiva di quella del biliardino!

 

 

By | lunedì, 18 dicembre, 2017|Categories: Uncategorized|0 Comments

IMMAGINE UNICA ISPIRAZIONE

  1. L’IMMAGINE UNICA ISPIRAZIONE

per capire l’immagine dobbiamo guardare, altrimenti  vedere non riusciamo! Cogliere la tradizione almeno che ci lega alla campagna: isolati fumi, unica fiamma.

le fuoche se vede sempre ‘cchiù a lu ‘mmurlìte, sole le fume da lundène che se staje tra ciele e terre, tra luci e buio, più verso il chiaro che lo scuro. Star fuori di notte abbiam perso voglia, è una tradizione che sta finendo: sentire il caldo davanti e freddo dietro. Nelle città è solo una scenografia, nelle campagne si perde per le vie. A le giuvene ne je “dice niende” e l’anziéne ste finì: sempre chiù breve e misere le fucariélle, sempre chiù verse lu juorne che la sere. Ma sta tradezione angore le mandeneme!

(Chisè  nu juorne coma vè ‘ffinì: se cia’rmene sola ‘uardè, o ‘rsciéme ogni cosa belle a vedé)!

By | domenica, 10 dicembre, 2017|Categories: Uncategorized|0 Comments

LE SALUTE A CASULE 2017

“Chi macìne se ‘nfarine”

Tra allegorico ed enogastronomico, ogni anno a Casoli, si rinnova la tradizionale sfilata dei donativi propiziatori ai Santi patroni S. Gilberto e S. Reparata.

L’allegoria, è quella di rappresentare (su un carro itinerante per le vie del paese) momenti di vita contadina, attraverso Arti e Mestieri che ora non esistono più, soppiantati dai rapidi sviluppi tecnologici della meccanizzazione agricola.

Il folclore gastronomico, è rappresentato anch’esso su un carro itinerante, con l’esposizione dei prodotti più tipici del territorio.

Quest’anno, capitato di domenica, hanno partecipato numerosissimi all’evento. I carri sono stati tutti belli, ricchi e significativi, ognuno nella sua particolarità. Ne descriviamo uno per tutti, quello dei carri di RiPiaNibbi (contrade di: Ripitella, Pianibbie, Piana Carlino, Verratti): quello che trasportava i prodotti gastronomici (dolci, rustici e porchetta) aveva un seguito di donne in costume d’epoca, con “fascette di ceppe” sulla testa, a rappresentare la raccolta di legna per scaldarsi al camino d’inverno; quello allegorico, invece, rappresentava il ciclo di separazione del grano da altre sementi selvatiche (perché prima non cerano diserbanti antinfestanti), ma si usava lo “Svecciatoio”, un particolare tamburo rotante con manovella, azionato a mano. Operazione, questa, di fondamentale preparazione del grano ad una selezionata macinatura al mulino, per ottenere una farina di qualità. Il carro era seguito dal solito manipolo di giovani, simpatici e chiassosi buontemponi che, suonando e cantando in costume d’epoca, mangiavano e bevevano proprio come quando si faticava davvero. La metafora che possiamo trarre da tutto ciò, è proprio quella di “Chi macìne se ‘nfarine”, e cioè: chi fa qualcosa di utile, si deve sporcare per portare qualcosa da mangiare a casa, insomma, fare il lavoro “sporco” e faticoso. All’insegna, pertanto, del nuovo, dei giovani, come quelli di AmiCasoli, che si sono sobbarcati con entusiasmo l’onere di organizzare le feste, compatti ed uniti; ma anche di tutti gli altri giovani che si sono adoperati a preparare i carri e a partecipare alla sfilata. Certo, anche gli anziani hanno fatto la loro parte, ma si sa “c’è quello che può fare il vecchio e quello che può fare il giovane”. È il giovani infatti che fa la differenza, che apporta maggior entusiasmo e carica organizzativa, a che tutto si realizzi al meglio. Così facendo onora la memoria dell’anziano che, allo stesso tempo, può ricordare e accompagnare il rinnovamento dei giovani.

Ma non dobbiamo mai dimenticare di considerare chi fa informazione e reportage urbano, come “casoli.org” e “ripianibbi.com” che, con passione e spirito di abnegazione, testimoniano con foto e filmati ogni avvenimento nel Paese; lavorano in solitaria dietro le quinte, con metodo e certosina pazienza selezionano tutto il materiale, per renderlo disponibile alla fruizione visiva di chiunque in rete, a livello mondiale; spesso non ricevono nessun riconoscimento morale.

TRAMÈNNE

Chende e balle piccirì

ca lu monne passe e vè,

pienze e warde zì zì

quisse è le fije che te fè sendì!

arcuerde e ride Tatè

sà saltarelle te fè ‘rjì ‘nquatralenze.

Giuvene e anziéne, preparemece a sta ninna nènne,

de tutte le tiembe quelle chiù belle!

 

  

 

By | domenica, 22 ottobre, 2017|Categories: Uncategorized|0 Comments

TRADIZIONE “PIZZA SCIMA” 2017 (Etica del Dono)

L’annuale appuntamento nel mese di agosto, della sagra “Pizza Scima”, anche quest’anno ha confermato con successo la sua formula, che coniuga: attività sportiva e ludico-ricreative con il  più nobile atto che è quello della donazione.

Incertezza e crisi caratterizza la società contemporanea, minando la base del vivere comune. Il gesto altruistico e sociale per eccellenza, come quella della Donazione volontaria (intesa come donazione di sé tra sconosciuti), può sopravvivere solo attraverso l’aggregazione e l’associazionismo, nell’impegno sociale per preservare questo fondamentale atto donativo.

La comunità di RiPiaNibbi ha abbracciato con entusiasmo e partecipazione questo impegno sociale, confermando ogni anno la sua presenza.

Bisogna dire che buona parte del merito va all’Associazione sportiva dilettantistica IMM Calcio, ma soprattutto all’organizzatore: Ing. Pierluigi di Bartolomeo, una persona discreta ma efficace a livello organizzativo, che crede fortemente allo spirito aggregativo e associazionistico della nostra comunità. Grazie al suo carisma e alle sue peculiarità umane e professionali, nello stimolare e coinvolgere tutti i giovani a dare il loro contributo alla migliore realizzazione di questo importante appuntamento.

Questo evento, inoltre, si pone in linea e realizza una delle finalità, e Missione stessa, che questo Sito/Blog si è data, e cioè quella della solidarietà sociale. E quale miglior solidarietà, quella di donare alla “Ricerca”, per i nostri giovani ricercatori e per le vantaggiose ricadute, della ricerca, sulla nostra stessa salute e le nostre vite.

L’AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro – Comitato Abruzzo-Molise) dal suo canto anche quest’anno, in modo particolare con lettera formale, ha espresso tutta la sua accorata riconoscenza, alla nostra comunità, per la donazione ricevuta. Ha voluto inoltre lodare, la rinnovata partecipazione ad un evento come quello della “Pizza Scima”, ormai un vero e proprio Festival che è già tradizione, già cultura popolare. Una manifestazione di puro incontro conviviale, tra canti, balli, gastronomia; attrazione che crea anche un fenomeno turistico, nel periodo estivo. In una frase: “Donare e Donarsi divertendosi”, e superare, nel contempo, la propria dimensione utilitaristica, autoreferenziale e meramente consumistica.

 

By | lunedì, 25 settembre, 2017|Categories: Uncategorized|Tags: , , |0 Comments

Camenè a la ‘ppéte

IL DIALOGO CHE SALVA IL MONDO

Vecchi sentieri non sono solo degli storici percorsi di collegamento tra gli sparsi agglomerati rurali e il Paese di Casoli. I sentieri, che tracciano le vie più brevi e praticabili, attraversano e seguono peculiari formazioni geomorfologiche del territorio, in piena sostenibilità ambientale. Essi sono come affluenti che confluiscono in uno stesso fiume all’ingresso del paese (“letto di un fiume” che scorre a valle), ricco di biodiversità: artigianale, commerciale, istituzionale, culturale, sociale. Proviamo ad immaginare, quindi, tutti i contadini o popolazioni che abitavano le campagne a valle, assimilati a salmoni che risalgono i fiumi/sentieri per deporre le uova su al paese, per poi ridiscendere giù. Ora, al giorno d’oggi, con l’antropizzazione stradale e urbanistica e i rapidi spostamenti, si è perso, insieme alla memoria di una biodiversità ambientale, anche l’ecologia umana e sociale. Ripercorrere uno di questi “sentieri”, oltre al piacere di camminare (magari e spesso in compagnia), può servire a riacquistare la consapevolezza dell’importante funzionalità della diversità biologica: “differenziazione tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali; la coesistenza di uno stesso ecosistema di diverse specie animali/umane e vegetali che crea un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni”. Riuscire, anche solo a pensare, attraverso l’evoluzione di un modello, di perseguire un’ecologia umana avvalendosi sia dell’analisi religiosa quanto di quella scientifica, può assumere una valenza antropologica di salvaguardia della nostra specie (avviata verso una lenta ma inesorabile disgregazione ed estinzione). Condensando il tutto in una metafora: “Il Dialogo che salva il mondo”.

By | mercoledì, 21 giugno, 2017|Categories: Uncategorized|0 Comments

REALE-PARTECIPAZIONE-VIRTUALE

” A’voje a fischiè se l’asene nen vò véve “

La partecipazione sociale (andare oltre l’interesse utilitaristico della sfera privata, riuscire a interagire in e per un collettivo) si manifesta non solo impegnandosi in attività pratiche reali, ma anche nel virtuale, e cioè nella comunicazione sul Web, social e quant’altro. Le relazioni si ampliano attraverso la tecnologia, e il confine fra virtuale e reale sfuma sempre più.

Se a livello virtuale non si riesce neanche a lasciare un commento, ad esprimere un’opinione, ad accettare il confronto con altri su argomenti di varia natura , che impattano comunque la nostra vita nei suoi molteplici aspetti, non lo si farà neanche in situazioni reali, che richiedono un coinvolgimento completo del proprio essere psico-fisico.

Se il massimo che riusciamo a fare è quello di fugaci incursioni, semplicemente per visualizzare un’immagine, leggere qualche parola e lasciare qualche, più o meno convinto, “mi piace” per poi rintanarsi nel proprio silenzioso e autoreferenziale “Io”, si rischia di non andare mai in profondità nelle cose. Ma è risaputo che ciò che rimane in superfice è facilmente trasportabile.

Quindi è vero che non dobbiamo perdere la capacità di emozionarci, ma anche riflettere e confrontarsi è altrettanto importante.

Il messaggio che vogliamo trasmettere allora è: quale miglior mezzo, quale miglior spazio virtuale o piattaforma web, per PARTECIPARE, se non il Sito/Blog (e pagina facebook) di RiPiaNIbbi la piazza virtuale di noi tutti?

 

” Se ugnune fè caccose allore se po fè naprise “

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“VIRTUALE”

 

virtuale è na parola nova

che mo vè tende de mode,

ma…ecchedè sctu virtuale ?

è forse na virtù! Nu done de nature!

A me sembre na parole de dialette andiche,

se ‘ssene parle tende… a caccose serve,

cacchedune dice che ‘nnanè na cosa reale

e l’ommene tè ‘bbesogne de vere cundatte,

cacche’atre ‘nvece …arsponne:

ma che cundatte e cundatte! Quale cose reale?

Da che’mmonne e monne, l’ommene, ha sembre desiderate

cacche’ccose de virtuale, o almene nu poche aggiustate,

forse pecchè troppa vita’reale tè nu sapore nu poch’amare,

è come ‘qquende lu contadine mette caccose ‘nmezze a lu vine,

ugne quende è vergine e ‘ppulite, se è allappose ‘nmocche, nen de le’bbive.

Embè!…mo che vulete? …né le sapete!…

ca lu virtuale serve a ‘ggiusctè…

quelle che nen ze po jettè!

eppoi è secure! Ca tutte vè ‘bbone e sete tutte cundiende?

senza ‘bbesogne d’aggiusctè ‘cchiù niente!…?

 

cariola letto

By | mercoledì, 31 maggio, 2017|Categories: Uncategorized|2 Comments