POLITICA SOCIALE

…”questa sconosciuta”

La politica, per molti di noi, rimane ancora oggi la grande sconosciuta, un argomento che suscita diffidenze e paure.

La causa di questo atteggiamento sbagliato, dipende dalla confusione che spesso si fa tra politica intesa come attività sociale ed attività partitica. La vita di partito non è che uno dei tanti modi attraverso il quale un cittadino può fare politica.

In realtà un cittadino può fare politica partecipando ad attività sindacali, ai comitati di quartiere, alla vita culturale, ai gruppi spontanei, ai consigli scolastici o anche solo svolgendo il proprio ruolo di genitore o il proprio lavoro professionale.

Far politica, in altri termini, significa svolgere determinate attività in linea con le idee sociali che, a parere di chi opera, sono in grado di assicurare il maggiore sviluppo civile alla collettività.

Questo vuol dire che ognuno di noi “fa politica” molto più spesso di quanto creda, e che fa politica sia quando spinge verso una società più moderna, che quando tira verso una società “retrograda”; sia quando si batte per conservare i privilegi – a quelli che a qualsiasi livello possono esercitare il potere -, sia quando si batte per il riscatto degli emarginati, o per dare voce anche a chi non si sa imporre sulla scena pubblica. Con questo non bisogna credere che qualunque modo di far politica sia buono. Noi distingueremmo tra politica innovatrice e politica conservatrice, tra azione individuale e azione collettiva.

Quanto alla distinzione tra innovazione e conservazione, occorre tener presente che la storia dell’umanità è una storia di classi sociali emergenti che, col tempo, si sono via via sostituite a classi sociali dominanti.

Chi ha il potere lotta per conservarlo, chi non lo ha per conquistarlo. Perciò la politica orientata in senso statico, privilegia chi sta al potere, mentre quella in senso dinamico favorisce chi lotta per il mutamento sociale, per la ridistribuzione del potere, per la gestione del lavoro da parte dei lavoratori, per la promozione di eventi culturali innovativi e alternativi, per le riforme e, in alcuni casi, per la rivoluzione. Noi possiamo impegnarci individualmente, attraverso un’azione solitaria che ci lascia moralmente soddisfatti; ma che finisce col risultare poco efficace. Il modo migliore, a nostro modesto parere, di fare politica è quello di unirsi a  chi la pensa come noi, a chi insieme a noi può cambiare qualcosa.

By | 2018-07-18T09:16:25+00:00 mercoledì, 18 luglio, 2018|Uncategorized|0 Comments

About the Author:

Impiegato Giunta regionale Abruzzo, laureato in Sociologia, specializzato in Organizzazioni e Relazioni Sociali, master in Direzione e Manegement dei Beni Ambientali. Promuove eventi e attività culturali; gestisce la Mediateca regionale; è referente della Legge regionale che disciplina le attività cinematografiche, audiovisive e multimediali, presso l'Agenzia di Promozione Culturale di Lanciano; è referente del prestito e-book. sulla piattaforma regionale.

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