REALE-PARTECIPAZIONE-VIRTUALE

” A’voje a fischiè se l’asene nen vò véve “

La partecipazione sociale (andare oltre l’interesse utilitaristico della sfera privata, riuscire a interagire in e per un collettivo) si manifesta non solo impegnandosi in attività pratiche reali, ma anche nel virtuale, e cioè nella comunicazione sul Web, social e quant’altro. Le relazioni si ampliano attraverso la tecnologia, e il confine fra virtuale e reale sfuma sempre più.

Se a livello virtuale non si riesce neanche a lasciare un commento, ad esprimere un’opinione, ad accettare il confronto con altri su argomenti di varia natura , che impattano comunque la nostra vita nei suoi molteplici aspetti, non lo si farà neanche in situazioni reali, che richiedono un coinvolgimento completo del proprio essere psico-fisico.

Se il massimo che riusciamo a fare è quello di fugaci incursioni, semplicemente per visualizzare un’immagine, leggere qualche parola e lasciare qualche, più o meno convinto, “mi piace” per poi rintanarsi nel proprio silenzioso e autoreferenziale “Io”, si rischia di non andare mai in profondità nelle cose. Ma è risaputo che ciò che rimane in superfice è facilmente trasportabile.

Quindi è vero che non dobbiamo perdere la capacità di emozionarci, ma anche riflettere e confrontarsi è altrettanto importante.

Il messaggio che vogliamo trasmettere allora è: quale miglior mezzo, quale miglior spazio virtuale o piattaforma web, per PARTECIPARE, se non il Sito/Blog (e pagina facebook) di RiPiaNIbbi la piazza virtuale di noi tutti?

 

” Se ugnune fè caccose allore se po fè naprise “

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“VIRTUALE”

 

virtuale è na parola nova

che mo vè tende de mode,

ma…ecchedè sctu virtuale ?

è forse na virtù! Nu done de nature!

A me sembre na parole de dialette andiche,

se ‘ssene parle tende… a caccose serve,

cacchedune dice che ‘nnanè na cosa reale

e l’ommene tè ‘bbesogne de vere cundatte,

cacche’atre ‘nvece …arsponne:

ma che cundatte e cundatte! Quale cose reale?

Da che’mmonne e monne, l’ommene, ha sembre desiderate

cacche’ccose de virtuale, o almene nu poche aggiustate,

forse pecchè troppa vita’reale tè nu sapore nu poch’amare,

è come ‘qquende lu contadine mette caccose ‘nmezze a lu vine,

ugne quende è vergine e ‘ppulite, se è allappose ‘nmocche, nen de le’bbive.

Embè!…mo che vulete? …né le sapete!…

ca lu virtuale serve a ‘ggiusctè…

quelle che nen ze po jettè!

eppoi è secure! Ca tutte vè ‘bbone e sete tutte cundiende?

senza ‘bbesogne d’aggiusctè ‘cchiù niente!…?

 

cariola letto

By | 2017-08-09T14:06:41+00:00 mercoledì, 31 maggio, 2017|Uncategorized|2 Comments

About the Author:

Impiegato Giunta regionale Abruzzo, laureato in Sociologia, specializzato in Organizzazioni e Relazioni Sociali, master in Direzione e Manegement dei Beni Ambientali. Promuove eventi e attività culturali; gestisce la Mediateca regionale; è referente della Legge regionale che disciplina le attività cinematografiche, audiovisive e multimediali, presso l'Agenzia di Promozione Culturale di Lanciano; è referente del prestito e-book. sulla piattaforma regionale.

2 Comments

  1. Anonimo giugno 19, 2017 at 9:29 pm - Reply

    Bellissima poesia sul virtuale. Complimenti al compositore

    • Giuseppe Capuzzi giugno 21, 2017 at 10:49 pm - Reply

      Grazie, mi fa piacere che l’abbia apprezzata ed espresso. L’autore è Giuseppe Capuzzi

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