Turismo 2017-08-09T14:06:41+00:00

La Contrada, principalmente, si presta ad un turismo di “proprietà”, in virtù di una buona disponibilità: sia di terreni vantaggiosamente edificabili, che di fabbricati già esistenti (abitabili o da ristrutturare).
L’attività agricola, secondaria per l’economia, assume un contorno pittoresco per l’abitato, che possiamo definire “Residenziale”. I ritmi di vita sono, veramente, a misura d’uomo; il traffico di auto è molto blando.
Situata a 200 metri sopra il livello del mare, si mostra attraverso lo sviluppo, poco concentrato, di caratteristiche villette rurali. Adagiata tra due grossi declivi collinari è contraddistinta, tutto intorno, da un paesaggio armoniosamente collinare, agricolo e semiarborato.
È ricchissima, potenzialmente, di: percorsi naturalistici, eccellente tradizione culinaria e meravigliose vedute panoramiche.

Paradiso di Agriturismi e di tutte le attività a contatto con la quiete della natura.

Beni Ambientali “Idrologia/Geoidrologia”

Sul territorio, in zona limitrofa e precisamente lungo la strada che costeggia la Contrada di Ascigno “alta”, è stato identificato la presenza (molto presumibilmente, in quanto presenta tutte le caratteristiche tipiche) di un Qanat: opera Idrologica per l’approvvigionamento idrico dai terreni, risalente a svariati secoli a.c.

I qanat (dall’arabo قنات ) o kariz (dal persiano كاریز ) sono un sistema di trasporto idrico usato per fornire una fonte affidabile d’approvvigionamento d’acqua per insediamenti umani e per l’irrigazione in ambienti caldi e aridi.

La tecnologia su cui sono basati fu sviluppata inizialmente nell’antica Persia e quindi diffusa ad altre culture, in particolare lungo la via della seta: verso est, fino alla Cina; verso ovest, fino ad altri territori del mondo islamico come il Marocco e la penisola
iberica. Localmente sono noti come foggara (Libia ed Algeria), khettara (Marocco), kārīz o kārēz (Iran, Afghanistan, Pakistan, Asia centrale).
I qanat sono costituiti da una serie di cunicoli verticali simili a pozzi, collegati da un canale sotterraneo in lieve pendenza.

Questa tecnica

-Attinge ad una falda acquifera in maniera da trasportare efficientemente l’acqua in superficie senza necessità di pompaggio. L’acqua fluisce per effetto della gravità, poiché la destinazione è più bassa rispetto all’origine, che usualmente è una falda acquifera.

– Permette all’acqua di essere trasportata a grande distanza in zona dal clima caldo e secco senza perdere una grande quantità di acqua a causa dell’evaporazione.
Il primo passo, critico, nella costruzione di un qanat è l’identificazione di una fonte acquifera adatta.
La ricerca comincia nel punto dove un ventaglio alluvionale incontra le pendici di montagne o colline; l’acqua è più abbondante ad altitudini elevate per via del sollevamento orografico e le operazioni di scavo nel ventaglio sono relativamente facili. I muqannī seguono la traccia delle principali vie d’acqua provenienti dalle montagne per identificare prove di acqua sotterranea, ad esempio vegetazione con radici particolarmente profonde e filtrazioni stagionali.

Un pozzo è scavato per determinare l’esatta posizione della fonte sotterranea e per verificare che il flusso d’acqua sia tale da giustificare la costruzione del qanat. Se i prerequisiti sono raggiunti, la rotta viene tracciata sul terreno.

In Italia è presente il Qanat di Palermo del quale ancora oggi si conservano molte gallerie sotto l’antica città ancora oggi visitabili.
È possibile anche esplorare il Qanat di Roccarainola, composto da un gran numero di cunicoli e gallerie. Molte fontane qanat si trovano nel territorio di Atri, esistenti già nell’epoca pre-romana.
Recentemente è stato scoperto un Qanat in Abruzzo a Bisenti (TE). Esistono, sicuramente molte altre nel territorio abruzzese, non ancora scoperte o identificate e censite (come potrebbe essere questa di Ascigno).