UOMO NATO DESTINO DATO

“Ommene néte destine assegnéte”

Un tradizionale detto popolare che giustifica la sorte di ogni uomo, la sua buona o cattiva sorte.

L’evoluzione della cultura sociale, tutti gli studi e le scoperte scientifiche, non hanno mai dato particolare importanza a questa semplice massima. Relegata nel novero dei vari proverbi di origine folcloristica, considerata mera espressione di “rassegnazione” di alcuni ceti, a particolari condizioni sociali e civili, che non potevano cambiare o determinare altrimenti.

Si instaura quindi il concetto di “Autodeterminazione”, e cioè la capacità insita in ogni essere umano di porsi obiettivi ed ottenere ciò che vuole. La Filosofia e le Scienze sociali indagano e promuovono in questo senso ogni azione individuale volta a superare i limiti del proprio status. Anche le classi più povere potevano abbracciare questo nuovo paradigma: “ognuno è artefice del proprio destino”; “il destino è come te lo fai”. Intanto, nelle Scienze cosiddette esatte, continua la ricerca: già con il biologo e filosofo Jacques Monod (premio Nobel per la medicina nel 1965), nel suo libro Il caso e la necessità condensa al meglio il suo rivoluzionario concetto filosofico – basato su studi scientifici – che lega ogni azione, accadimento, vicissitudine umana, anche alla struttura del DNA; fino ad arrivare agli attuali approfondimenti delle molecole che compongono quel lungo e contorto filamento che determina tutto ciò che siamo (il DNA e i suoi 46 cromosomi in cui si articola nel genoma umano). Il DNA, quindi, contiene tutte le informazioni genetiche riguardanti la nostra esistenza (ed è già dentro di noi, c’è sempre stato).

Se allora nel nostro DNA è ascritto ogni cosa, quel che saremo o diventeremo, e può dirci quanto possiamo vivere, quanto possiamo capire e fare – assestando un duro colpo e facendo vacillare anche quel dogma che è il “Il libero arbitrio umano”- ogni certezza di poterci autodeterminare nella vita e di essere unici artefici delle nostre scelte, dell’esistenza stessa, altro non è che un’illusione; riverberi di volontà, magari, che ci danno la possibilità di attuare tante profezie che si auto avverano, ma che comunque ci porteranno allo stesso risultato: “Ommene nate, destine date”

Abbiamo assistito a massicce divulgazioni mediatiche e condivisioni social, a imponenti produzioni letterarie, tutte che esaltano la convinzione individuale di autodeterminarsi. Ma alla luce di questa parabola evolutiva, dal sociale allo scientifico, appare alquanto strano – se non paradossale –  dover tornare al nostro iniziale aforisma esistenziale. Questa sorta di fatalismo, originato dalla cultura popolare, che a questo punto si connota di proverbiale saggezza in quanto, senza studi scientifici e senza orientamenti filosofici e psico-sociologici, già sapeva e sa (almeno in quelle realtà sopravvissute ai condizionamenti e alle mistificazioni di ogni sorta) che: “Uomo nato destino dato”.

«La vita è un labirinto di strade che portano tutte a un’uscita, che è poi la stessa entrata.»

 

By | 2018-04-07T20:48:08+00:00 sabato, 7 aprile, 2018|Uncategorized|0 Comments

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Impiegato Giunta regionale Abruzzo, laureato in Sociologia, specializzato in Organizzazioni e Relazioni Sociali, master in Direzione e Manegement dei Beni Ambientali. Promuove eventi e attività culturali; gestisce la Mediateca regionale; è referente della Legge regionale che disciplina le attività cinematografiche, audiovisive e multimediali, presso l'Agenzia di Promozione Culturale di Lanciano; è referente del prestito e-book. sulla piattaforma regionale.

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